Il progetto trasforma il soggiorno dell’abitazione dell’artista in uno spazio espositivo instabile, dove la dimensione domestica perde la sua funzione di rifugio. La casa viene abitata non come luogo di protezione, ma come ambiente fragile, attraversato da fratture visive, riflessi e presenze vocali.
Gli ambienti domestici, si snatura accogliendo opere scultoree e paesaggi sonori: frammentando l’osservatore in molteplici riflessi incompleti.
Il progetto mette in discussione l’idea di unità, stabilità e familiarità associata all’abitazione. La casa si trasforma in un campo di tensioni in cui intimità e disorientamento coesistono, spingendo a una riflessione sul paradosso dello spazio domestico contemporanea da rifugio a luogo claustrofobico disorientante.
CASA PRIVATA

