L’opera esplora il rapporto tra vuoto esistenziale, memoria e narrazione personale, interrogando la difficoltà di dare forma a un pensiero attraversato da contraddizioni. Nasce dal conflitto tra il bisogno di esprimere un disagio e la percezione della sua possibile inutilità. Da questo disorientamento prende forma un’azione che coinvolge il pubblico: un racconto personale viene stampato con una stampante alimentare e inserito tra due fette di pane, diventando un toast edibile. Il gesto del mangiare diventa metafora della digestione emotiva e del tentativo di metabolizzare il vissuto. L’opera riflette inoltre sulla velocizzazione dei processi emotivi e sulla mercificazione delle esperienze, simulando la vendita dei toast come critica a una realtà in cui la vita viene esibita e monetizzata.
Alveare Culturale Studio ETS

