Paper mette in discussione l’idea tradizionale di spazio espositivo e architettura come strutture fisse, proponendo una dimensione aperta, trasformabile e condivisa.
In una sala sospesa tra leggerezza e movimento, lunghe strisce di carta pendono dal soffitto, bloccando l’accesso e invitando il pubblico a ritagliarsi il proprio percorso. I visitatori assumono un ruolo attivo, definendo configurazione e significato dell’opera, che diventa un evento collettivo e mutevole.
Realizzato nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design e presentato per la prima volta a Milano, il lavoro riflette sul rapporto tra individuo, ambiente e azione, incarnando la concezione di Gianni Pettena, protagonista dell’architettura radicale, per cui l’architettura è pratica critica, partecipativa e relazionale.
BiM - Milano

