Antonini Milano presso Palazzo Borromeo
In dialogo con i Giochi Borromeo del Quattrocento, Mangoni sviluppa una serie di disegni che reinterpretano il repertorio iconografico cortese, considerandolo un campo aperto di variazione. Il lavoro si inserisce nella tradizione tardogotica lombarda, in cui miniature e raffigurazioni votive traducevano l’osservazione del reale in un sistema di segni. Analogamente, Mangoni riattiva la tensione tra osservazione e costruzione, facendo emergere la figura come processo dinamico e non come forma stabile. Polisemie del visibile si configura come un dispositivo in cui l’immagine si articola in molteplici stati e apparizioni, mostrando il visibile non come semplice moltiplicazione di significati, ma come condizione instabile e plurale dell’immagine stessa.
Antonini Milano presso Palazzo Borromeo

