Studiolo è lieto di annunciare “Le impronte del cielo”, personale di Joséphine Topolanski. Artista parigina classe 1998, il suo lavoro si incentra sulla creazione di un culto che mescola ufologia, religioni e tecnomisticismo; una simbiosi tra differenti culture attraverso cui alimentare un nuovo,
personale sistema di credenze. Con “Le impronte del cielo”, Topolanski cerca di catturare l’incatturabile, ciò che, per sua natura, sfugge ad ogni forma di presa; quella componente trascendente, di cui non è possibile fare esperienza diretta, che l’uomo tende a colmare attribuendo un corpo a ciò che non ne ha. Su queste premesse l’artista ci immerge in uno spazio fatto di residui tecnologici, dispositivi legati a culti non meglio decifrabili e figure oracolari fuori da una chiara linea temporale.
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