La nuova mostra alla Galerie Gregor Staiger di Milano mette in luce una selezione di opere di Monster Chetwynd, Sonia Kacem e Walter Pfeiffer.
La pratica artistica di Monster Chetwynd, ampia ed eterogenea, che spazia tra film, collage, pittura e installazioni, intreccia motivi tratti dal teatro popolare, dalla cultura di massa e dal cinema surrealista. Nota per un linguaggio visivo distintivo che trova la sua massima espressione nelle sue performance anarchiche e improvvisate, ricche di costumi, oggetti di scena e scenografie realizzati a mano, l'artista utilizza spesso materiali semplici e facilmente reperibili, apprezzati tanto per la loro adattabilità quanto per la loro immediatezza. Le tre falene esposte in galleria provengono da questi spettacoli. In quanto creature notturne, affascinano l'artista per la loro intrinseca espressività: attraverso la loro drammatica magnificenza, vengono trasformate in oggetti che sono al contempo mostruosi e delicati, permeati da una sorprendente tattilità.
Walter Pfeiffer, la cui mostra personale aprirà alla Pinacoteca Agnelli il 29 aprile 2026, ha iniziato la sua pratica fotografica negli anni '70 con poca attenzione alle ambizioni tecniche, ma
con la volontà di fornire un nuovo vocabolario visivo per la bellezza, l'erotismo e la libertà di vivere. Nella mostra, i suoi cortometraggi raramente proiettati Music for Millions (1977), Kawasaki Cut (1985) e The Plaza (1985-2001) si dispiegano come vignette diaristiche, catturando momenti condivisi con amici, il suo entourage di giovani uomini e la scena artistica zurighese nell'ambiente intimo del suo studio. In Music for Millions (1977) Pfeiffer e i suoi amici interagiscono giocosamente con la
macchina fotografica, sintonizzando la radio su diverse stazioni, vestendosi e ballando in base ai cambiamenti di frequenza. Attraverso questi diversi formati e contesti, Pfeiffer trasmette per immagini come i vuoti della vita siano punteggiati da esplosioni di espressione e fascino. Con distanza e intimità, l'artista illustra queste rivoluzioni spontanee.
Nella sua opera, Sonia Kacem si distingue per una spiccata sensibilità verso i materiali che estrae dal ciclo di consumo quotidiano. L'artista li utilizza per sviluppare composizioni scultoree, nelle quali mette in discussione le nostre aspettative riguardo alla natura e alla funzione dei materiali e affronta la relazione tra l'oggetto e lo spettatore. Kacem è particolarmente interessata a esplorare diverse forme di astrazione, le transizioni subite da superfici e volumi, o la scala, oscillando recentemente verso oggetti più contenuti come Ensemble of Three (Ramps).
Galerie Gregor Staiger

